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Quando si prova l'ebrezza del palcoscenico, dell'appaluso finale, non è facile smettere. Quindi i Theatron sono andati avanti. Dopo alcune repliche del primo spettacolo però, ci sembrava che i testi oratoriali fossero ripetitivi, mentre noi cercavamo qualcosa di originale. Dopo tantissimi anni in cui nessuno metteva in scena Achille Campanile, la sua verve comica, il suo gusto per la battuta demenziale ci hanno convinto, ed abbiamo messo in scena "L'Anfora", un lavoro non molto conosciuto, che raccontava dell'amore di un giovane antiquario per una bella acquirente e delle sue disavventure per conquistarla. Il cast era numeroso, ed il gruppo iniziale si è allargato, conquistando alcune stelle che ancora oggi brillano nei nostri spettacoli. Lo sforzo scenografico è stato poi importante, ma realizzato con maestria dal nostro scenografo.
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